Chirurgia del distacco di retina
Collegamenti
Questa immagine non deve impressionare: l'occhio è perfettamente anestetizzato. Gli strumenti entrano attraverso microfori; l'operatore vede ciò che fa attraverso la pupilla.
Contatti
Chirurgia vitreo-retinica: la fibra ottica illumina, la microforbice taglia
PVR: membrane biancastre attraggono e distorcono la retina.
Approfondimenti
Questo schemino illustra i principi di base della chirurgia episclerale. Si vedono il cerchiaggio, un blocco sottoposto (in celeste) ed un blocco radiale (in verde).
In questo caso, il blocco è stato modellato con una incisione in modo da non comprimere la vena vorticosa (freccia).
Un blocco posteriore in caso di foro maculare. Questa tecnica, di non semplce esecuzione, ha consentito di risolvere casi altrimenti destinati al fallimento chirurgico.
Vi sono varie ragioni perché l'intervento chirurgico per distacco di retina venga eseguito con una certa urgenza:
  • il distacco di retina lasciato a sé tende solitamente ad estendersi;
  • la retina distaccata non si nutre, perde progressivamente vitalità e potrebbe non riprendersi dopo l'intervento;
  • la retina distaccata tende ad irrigidirsi e ad accorciarsi, rendendo difficoltoso l'intervento chirurgico e riducendo le probabilità di successo

La reale entità dell'urgenza dipende da caso a caso. Ad esempio, un distacco superiore che non ha ancora coinvolto la regione maculare dovrebbe essere operato entro 24-48 ore, poichè è assai probabile che si estenda coinvolgendo la visione centrale; se questo non è possibile, al paziente andrà prescritto assoluto riposo e, talora, una determinata posizione del capo. Per contro, un distacco inferiore (che ha meno tendenza ad estendersi) può attendere un tempo superiore.

Ciò premesso, diremo che vi sono sostanzialmente due strade per il trattamento chirurgico del distacco di retina:

  • la strada ab-externo, detta anche episclerale, e
  • la strada ab-interno, detta comunemente vitrectomia.

La chirurgia ab externo

Il principio della chirurgia episclerale è quello di risolvere il distacco spingendo la parete dell'occhio verso la retina distaccata. Si usano bande e blocchi in silicone suturati alla parete oculare, in modo da provocarvi un'impronta permanente. La retina si riattacca facendo uscire il liquido al di sotto di essa attraverso una microincisione nella superficie sclerale. Il risultato viene consolidato praticando dei congelamenti oppure dei trattamenti laser che daranno luogo, con il tempo, a saldature cicatriziali.

La chirurgia ab-interno

Con la vitrectomia si entra nell'occhio (attraverso minuscoli forellini) con strumenti di microchirurgia e si affronta il distacco di retina dall'interno.

In realtà, il termine "vitrectomia" indica l'asportazione del vitreo, che in effetti è solo uno dei passaggi in questo tipo di interventi; tuttavia, è invalso nell'uso il suo impiego per indicare l'intera procedura. La retina viene riattaccata dall'interno, dopo aver eliminato le trazioni che la mantenevano sollevata. In questo caso il liquido sottoretinico fuoriesce di solito dalla stessa rottura retinica che ha provocato il distacco; la cavità vitreale viene infine riempita con un mezzo tamponante (gas oppure olio di silicone). Maggiori dettagli su queste procedure sono riportati nella pagina relativa alla chirurgia vitreo-retinica.

In pratica

Entrambe le tecniche, come è logico, presentano vantaggi, svantaggi, rischi e benefici. Quale delle due scegliere?

La risposta è che nessuna delle due è migliore dell'altra, tanto che spesso si ricorre ad una associazione tra di esse. In generale, si preferisce conservare il vitreo (evitando la chirurgia ab interno) se il quadro clinico lo consente, ovvero se il distacco può essere risolto con la semplice chirurgia episclerale: i risultati funzionali sono migliori ed il tasso di complicanze inferiore.

La vitrectomia è altresì obbligata in alcune forme cliniche, come quelle accompagnate da emorragia vitreale o da rottura retinica gigante.

I risultati e le complicanze

Nelle statistiche internazionali il tasso di successo della chirurgia per distacco di retina varia dal 50 al 100% a seconda del tipo di distacco e di numerosi altri fattori, tra cui l'anzianità del distacco stesso, l'età del paziente, il numero e la posizione delle rotture retiniche, la presenza o meno di miopia elevata e motli altri ancora.

E' importante considerare che si tratta di una chirurgia pesante e complessa, con un elevato tasso di complicanze anche quando correttamente programmata ed eseguita. La più temibile causa di insuccesso è la PVR (sigla di Proliferative Vitreo-Retinopathy), caratterizzata dalla crescita incontrollata di membrane cicatriziali che arricciano e sollevano la retina causando recidiva del distacco.

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Pagina aggiornata il: 6 ottobre 2011

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