I trattamenti intravitreali
La preparazione del campo è quella di un intervento oftalmico maggiore. L'anestesia con semplici gocce evita qualunque dolore.
Il momento dell'iniezione non deve spaventare ... non si sente nulla! Passa con il mouse sopra questa'immagine per ingrandirla.
Collegamenti
Abbondante e prolungata disinfezione cutanea prima dell'iniezione.
Anche il sacco congiuntivale viene disinfettato con un preparato a base di iodio.
Contatti
Approfondimenti
Completa normalizzazione del quadro OCT in un caso di trombosi della vena centrale della retina trattato con anti-VEGF.
Scomparsa degli spazi cistici e riduzione dell'edema in un caso di maculopatia senile.
Un caso di risposta parziale al trattamento in edema maculare diabetico.
Le Terapie Intravitreali consistono nell'uso di farmaci che vengono iniettati, mediante un sottilissimo ago, all'interno del vitreo. Al momento attuale, i principali farmaci che si giovano di questa via di somministrazione sono i farmaci anti-VEGF impiegati nel trattamento della degenerazione maculare con neovascolarizzazione sottoretinica e di alcune forme di glaucoma neovascolare. In particolare:
    • Avastin
    • Lucentis
    • Macugen

Questi farmaci agiscono mediante l'inibizione del VEGF, ovvero del principale mediatore che chimico che induce la crescita di neovasi nei tessuti dell'occhio. Una completa nota informativa sui farmaci anti-VEGF è disponibile e scaricabile nell'area download, cioè nell'area dei documenti stampabili (file 05).

Le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF possono essere ripetute in caso di scarso risultato ovvero di recidiva della patologia. L'intervallo tra le iniezioni ed il numero delle stesse varia da caso a caso e da farmaco a farmaco e può essere compreso tra uno e diversi mesi.

Numerosi altri farmaci, con indicazioni analoghe o diverse, sono allo studio e saranno disponibili nel prossimo futuro: tra questi il triamcinolone, un cortisonico a lento rilascio rivelatosi molto utile nel trattamento di forme resistenti di edema maculare da solo o in associazione con gli anti-VEGF.

Giova qui ricordare che il triamcinolone per uso intravitreale (nome commerciale: IVT) è attualmente approvato dal Ministero della Sanità solo per uso intra-operatorio: il suo utilizzo al di fuori di tale ambito è, quindi, da considerarsi sperimentale.

In pratica

L'unico rischio reale dei trattamenti intravitreali è l'endoftalmite settica, cioè un processo infettivo che nasce e si sviluppa nell'occhio a causa di una contaminazione batterica. L'endoftalmite può essere molto pericolosa, a causa della natura del vitreo (che costituisce un ottimo supporto e nutrimento per molte specie batteriche) e della difficoltà di penetrazione endovitreale di molti farmaci antibiotici.

Per ridurre al minimo il rischio di tale eventualità si procede come segue:

  • l'iniezione viene eseguita in ambiente sterile, con aria microfiltrata e tutte le sicurezze: la camera operatoria;
  • la preparazione del campo avviene come se si trattasse di un intervento vero e proprio, ad esempio come per una facoemulsificazione di cataratta: pulizia delle ciglia, disinfezione delle palpebre e del sacco congiuntivale con preparati a base di iodio prima e dopo l'iniezione;
  • si impiegano esclusivamente materiali monouso: guanti, vesti, telino, siringa, asciughini e quant'altro sono utilizzati per un solo paziente e poi gettati;
  • al paziente viene prescritta profilassi antibiotica, che inizia a casa il giorno precedente.

In sostanza, il paziente viene accompagnato in camera operatoria e sdraiato sul lettino chirurgico. Viene preparato il campo sterile mediante applicazione di telino, disinfezione cutanea e congiuntivale, applicazione di un delicato blefarostato (un divaricatore palpebrale). Il momento dell'iniezione (è un attimo!) non viene di solito avvertito.

E' previsto monitoraggio cardio-respiratorio durante la procedura, che avviene alla presenza di un anestesista.

Profilassi antibiotica

La antibiotico-profilassi comprende:

  • un antibiotico locale (collirio), che riduce la popolazione batterica nel sacco congiuntivale;
  • un antibiotico sistemico ad elevata capacità di penetrazione endovitreale.

Entrambi vengono assunti dal giorno precedente l'iniezione.

Il protocollo in uso presso la nostra Unità Operativa può essere scaricato e stampato dall'area download (file 07).

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Pagina aggiornata il: 28 novembre 2008

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